Appuntamento a Mhamid el Ghizlane con artisti da Marocco, Mali, Niger, Algeria, Mauritania, Francia, Svizzera, USA… Musica, danza, artigianato, incontri di popoli e di mondi. Tradizioni musicali diverse, sonorità africane, contaminazioni, guedra (danza delle donne) sono gli ingredienti di questa edizione. Per tre giorni, fra le sabbie di Mhamid, gli artisti parlano attraverso la musica per sostenere la “Carovana culturale per la pace”, rete che unisce Taragalte, il Festival del Deserto (Timbuctù) e il Festival sul Niger (Segou).

 

Giorno 1 – Marrakech

Accoglienza in aeroporto e trasferimento in riad in Medina. Cena libera e pernottamento.

Giorno 2 – Tamnougalt

L’antica capitale delle oasi del Draa La traversata dell’Atlante ci porta attraverso verdi vallate, boschi di pini e lecci, fino al passo del Tizi ‘n Tichka a 2260 m. Lentamente il paesaggio diventa aspro e spoglio a mano a mano che ci si inoltra nelle regioni presahariane, dove la Valle del Draa con la sua vena d’acqua è l’unico luogo ospitale. Tamnougalte era l’antica la capitale della Valle, costruita in terra pressata e legno di palma, privilegiata dall’ abbondanza di acqua che alimenta tuttora una rigogliosa oasi. È possibile visitare le abitazioni dei notabili di allora, con elaborate decorazioni a base di colori vegetali, e poi passeggiare sotto le palme, fra orti e giardini. In questo quadro suggestivo e antico è stata restaurata una parte dello ksar, dove avremo cena e pernottamento.

Giorno 3 – Mhamid

Il deserto e il festival. Percorriamo tutta a Valle del Draa con il suo interminabile palmeto punteggiato di kasba secolari. Per le carovane provenienti da Timbuctù, dopo la faticosa attraversata del Sahara, queste oasi erano luoghi ospitali e freschi, dove l’acqua era abbondante e sicura. Oltrepassata Zagora, capoluogo moderno della valle, ci fermiamo a Tamgroute per visitare la Biblioteca Coranica, piccolo prezioso museo dove sono esposti antichi manoscritti, alcuni dei quali su pelle di gazzella. L’ultima oasi è Mhamid, oggi in lotta con la sabbia, ma che ancora nel XVI secolo era un importante porto carovaniero. Si lascia l’asfalto seguendo piste che si inoltrano in pianure sabbiose e che ci conducono alla sede del Festival. Cena e pernottamento. La serata inaugurale del festival vede la partecipazioni di famosi artisti marocchini e sahariani….endless rythm…

taragalte_festivalMhamid. Il festival. “Inno al Sahara” è il tema del festival, un inno alla cultura dei Nomadi, che col deserto hanno stretto un patto, celebrato nel migliore dei modi: la musica e la danza, linguaggio di tutti. La giornata sarà dedicata all’ esplorazione della regione, un tempo crocevia carovaniero e in un antico passato, luogo di mescolanza e incontro di culture e religioni: ebrei, cristiani, musulmani… La sera cena e concerto!

Giorno 4 – Ouarzazate

Ouarzazate_viaggio_maroccoSabbia, rocce e palazzi di terra Lasciamo Mhamid e iniziamo la pista che attraversa una delle zone più aride e deserte del sud. Attraversiamo la distesa piatta e secca del Lac Iriki, una volta vero lago formato dal Draa. A nord la catena del Jebel Bani, barriera contro l’avanzare del deserto, a sud ancora dune e formazioni rocciose. Raggiunta l’oasi di Foum Zguid, troviamo l’asfalto e puntiamo verso nord. La strada si incunea fra le pieghe del Jebel Siroua, ricompaiono i villaggi di terra. Superata Tazenakht, attraversiamo una regione di rocce vulcaniche nerastre e raggiungiamo Ouarzazate. Cena e pernottamento.

Giorno 5 – Marrakech

 Marrakech. La dimora del Pascià e la “città ocra”. Visita (facoltativa) alla imponente kasba di Taourirt, tutta in terra pressata e continuazione per Ait Benhaddou. L’antico percorso delle carovane dirette a Marrakech passava di qui. Dopo la visita al bellissimo villaggio fortificato (Unesco), continuiamo anche noi sullo stesso percorso, chiamato la “strada del sale”: si snoda tortuosa sul costone della montagna, fra panorami spettacolari e villaggi appesi alla roccia. La “strada del sale” conduce a una cava di salgemma tuttora sfruttata con metodi artigianali, e a Telouèt, dove sorge una imponente kasba in pietra. Benché in rovina, al suo interno sono miracolosamente preservate alcune stanze con raffinate decorazioni di stucchi e tessuti. Era la dimora del Pascià el Glaoui, ultimo governatore di Marrakech e del sud. Poco oltre ritroviamo il passo del Tizi-n-Tichka, oltre il quale scenderemo fra mille tornanti e incredibili contrasti di colore verso la verde pianura di Marrakech. Arrivo nell’ albergo/riad prescelto nel tardo pomeriggio. Cena libera.

Giorno 6

Marrakech. Trasferimento in aeroporto e partenza.